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Un essere anfibio

Ho sempre amato definirmi come una persona - prima ancora che una professionista - 'sul crinale', indecisa tra due mondi e felice in ognuno di essi.​

La prima realtà è quella della scienza e della matematica; la seconda, quella del linguaggio e del significato.

 

Scienza e Matematica, di qui; Filosofia, di .

Ovvero: Filosofia della scienza e della matematica.

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Mentre procedevo nell'insegnamento, mi rendevo conto che non aveva alcun senso insegnare la Matematica, la Fisica o la Chimica senza affrontarle mediante l'analisi dei concetti, della loro origine e della loro posizione nella mente del bambino e dell'adulto. Senza fare accadere l'esperienza della comprensione.

La mia attività di formazione e la mia produzione autoriale ruotano perciò da anni, in modo incessante, intorno ad unico desiderio: dimostrare ai docenti che è possibile progettare e realizzare una didattica ampia e complessa. Complessa come è la realtà alla quale essa si dedica.

Una didattica che già in sé ingloba la prospettiva orientativa, l'attenzione alla persona ed una pedagogia volta allo sviluppo della dimensione globale degli studenti (cognitiva, emotiva e volitiva). 

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Sono, in altre parole, una docente-ricercatrice. Studio, sperimento e racconto.

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